Wicca
Bellezza e Forza, Potere e Compassione, Onore ed Umiltà, Gioia e Venerazione
Home
Storia
Teologia
Wicca, Paganesimo & Esoterismo
Scritti religiosi wicca
Etica
Quali valori?
Serietà
Riti
l'Arte
Link consigliati
Libri recensiti
Storia

Nel  1954 un uomo britannico di nome Gerald Gardner pubblica un libro: Witchcraft Today. In esso scrive di essere entrato in contatto con un gruppo di Witches praticanti un culto di matrice precristiana e di essere stato iniziato a tale culto. In questo libro il Gardner afferma a chiare lettere che esse “non conoscono l’origine del proprio culto”(pag. 103 ed. venexia), esponendo in seguito la sua teoria a riguardo. Nel 1959 il vecchio Gerald (come lo chiamano affettuosamente i wiccani) scrive The Meaning of Witchcraft in cui chiarisce: “Altra gente mi scrive chiedendomi di esporre meglio le mie idee sull’origine della stregoneria, e l’unica vera risposta che posso dare è: “non lo so” ” [1]Questo libro ha una prefazione scritta dalla dottoressa Margaret Murray, professoressa assistente di Egittologia all’University College di Londra. Chi era Gardner e perché lasciò scrivere la prefazione del suo libro alla Murray?


il Dott. Gerald Brosseau  Gardner (1884-1964)

Il Gardner

Molto è stato scritto sulla vita di Gerald Gardner e non è certamente questo il luogo dove enucleare la sua biografia in modo accurato rimandando a migliori siti e a libri appropriati (vedi blibliografia e sitigrafia). Quello di cui invece ogni wiccano in cerca delle origini della sua religione deve sapere è che la verità, come in molte altre cose, sta nel mezzo;  tra coloro i quali  pensano sia tutto frutto del copia-incolla di Gardner e quelli che pensano che la wicca sia la religione più antica del mondo. Tenendo presente che molto è stato scritto a sproposito in entrambi i casi.

Gerald Brosseau Gardner nacque nel 1884 a Great Crosby, nel Lancashire in Inghilterra, da una famiglia appartenente al ceto medio ed originaria della Scozia. La sua era una famiglia di commercianti in legname. Da piccolo Gerald venne affidato alle cure di Josephine "Com" McCombie, una bambinaia irlandese che portava spesso il piccolo Gerry a svernare, dato il suo problema con l’asma. E’ così che viaggia per tutta Europa fino a spingersi nelle isole canarie. Nel 1900 Com si sposò e andò a vivere a Ceylon portando con sé Gerald. Qui, solo tredicenne dimostra già grandi doti di curiosità e intelligenza vivendo il rapporto con le popolazioni indigene ed esplorando la giungla. Nel 1908 diventa un coltivatore di caucciù in Borneo. Qui diventa amico delle popolazioni locali, tra cui i famosi cacciatori di teste daiacchi, di cui studia  le micidiali cerbottane(di cui parla anche in Witchcraft  today), ma soprattutto le loro credenze nel politeismo e nello spiritismo. In Malesia, grazie al suo nuovo lavoro di ispettore dell’Opium Establishments, che gli consente maggior tempo libero, istaura relazioni amichevoli con i nativi e ne studia la famosa Keris (daga malese) di cui scriverà un libro nel 1936 (Keris and other Malay Weapons) che lo consacrerà uno dei più grandi conoscitori mondiali di quest’arma usata a scopi magico-religiosi. Si dedicò alla ricerca archeologica e gli venne addirittura assegnata una laurea honoris causa dall’Università di Singapore per la scoperta della città antica di Singapura. E’ Raymond Buckland a segnalarcelo, spiegando il motivo per cui da un certo momento in poi,  ci si riferirà a lui come Dottor Gardner, nonostante non avesse svolto nessun titolo accademico. In oriente non solo si era interessato alle tradizioni magiche locali, ma aveva aderito anche alla Società Teosofica e nel 1936 ritornando in Inghilterra, nella famosa New Forest, viene accolto quindi da ambienti teosofici, dove frequenta la Mabel Emily Besant Scott. La Besant metterà in contatto il vecchio Gerald con la Co-massoneria (logge che accettano al proprio interno donne, ma che non vengono riconosciute come logge ufficiali dalla massoneria). Divenne anche membro del Ancient Druid Order, un antico ordine druidico fondato nel 1717 e che aveva cominciato a presentare una corrente paganeggiante. Prima di tornare in Inghilterra però era passato per il Medio Oriente e proprio in Palestina ebbe modo di visitare uno scavo archeologico in Lachish. La sua particolare attenzione ricadde su un tempio in cui erano state ritrovate sia la statuetta di un dio che quelle di una dea, probabilmente la Dea Asherah e il suo consorte El (in giudea il consorte era proprio Yahweh della teologia giudeo-cristo-musulmana). Questa fu un esperienza probabilmente illuminante per un uomo di fine ’800.

La Coven della New Forest

Nel ’38 entra a far parte della Fratellanza di Crotone dell’Ordine Rosacruciano fondato da Georg Alexander Sullivan. Gardner vi aderì grazie alla conoscenza di Mabel Emily Besant Scott,  figlia della famosa teosofa Annie Besant, che collaborando con Sullivan, aveva creato insieme a lui una compagnia teatrale, (il primo teatro rosacruciano d’Inghilterra) organizzando rappresentazioni a carattere esoterico fra il giugno e il settembre del ’38. Sabina Magliocco, professoressa di antropologia alla California State University, Northridge ( CSUN) nonchè un' iniziata della Wicca gardneriana,  considera la possibilità che alla fine del 1930 alcuni membri della Crotona  Fellowship  esegussero rituali simili alla Wicca basati sulla Co-massoneria (di cui Mabel Besant fu importante esponente)  e che questo fosse il gruppo alla quale Gardner si riferisce quando parla della Coven della New Forest. Prima di questi incontri Gardner era stato membro della Folklore Society e questo dimostra il suo forte interesse per la cultura locale tradizionale soprattutto per le usanze e le credenze. Riguardo al gruppo conosciuto da Gardner nella fratellanza di Crotone, Philip Heselton li identifica nei fratelli Mason. Di essi Gardner disse: “ a differenza di molti altri, hanno dovuto guadagnarsi da vivere, sono  allegri ed ottimisti e hanno un reale interesse per l’occulto” e più tardi di loro disse: “Ero molto affezionato a loro, sapevo che avevano ogni sorta di credenza magica. Furono molto interessanti quando gli dissi che una mia antenata fu bruciata viva come strega a Newborough in Scozia nel 1640”(dalla sua biografia Gerald Gardner: Witch del famoso scrittore e mistico sufi  Idries Shah, ma attribuita a Jack L. Bracelin).
 
Ed eccoci al famoso mistero: in una notte di settembre del 1939 questo gruppo porta il vecchio Gerald nella grande casa della “vecchia Dorothy” e lì viene iniziato al gruppo . Durante la cerimonia  sente la parola “Wica” (che lui trascriverà poi così), riconoscendo in quella parola l’antico inglese per “stregoneria”.

Per un lettore accanito di folckore come era il Gardner fu naturale collegare tutto questo alla teoria della Murray, che molto probabilmente conosceva.
 

La Murray e la Stregoneria

Margaret Alice Murray (1863-1963) fu un egittologa inglese che si dedicò agli studi antropologici sul folklore. Paolo Portone storico e saggista italiano scrive di lei: aveva sostenuto, senza però un adeguato supporto documentario, l'esistenza dietro le testimonianze delle streghe di un culto primitivo di fertilità, sopravvissuto nell'Europa medievale e moderna, fondato sull'adorazione di due divinità incarnanti lo spirito maschile e femminile. In mancanza di precisi riscontri, questa tesi fu tuttavia rigettata dagli storici di professione, che giudicarono lo studio della Murray una mera elucubrazione e i suoi ragionamenti vacue ciance. Resta però il fatto, importante, di aver per prima capito che, dietro alle bizzarre confessioni rese dalle streghe, non vi fossero solo la paura della tortura e del rogo, o i deliri di qualche donnetta disturbata, ma il retaggio - sicuramente distorto - di antiche tradizioni cultuali e di esperienze religiose.” . Per poi aggiungere “D'altro canto anche da noi, in Italia, abbiamo la possibilità di verificare direttamente la bontà della strada indicata dalla Murray” riferendosi al famoso caso di Sibilla e Pierina. (per approfondimenti http://www.airesis.net/LeStagionidellaFollia/stagioni%202/Portone_unguento.htm).

Margaret Murray
Tempo addietro già lo storico Ginzburg (facendo notare l’unilateralità degli studi accademici) così si era espresso:


 Alla confutazione della vecchia tesi della Murray è dedicato non solo un capitolo, ma in un certo senso l’intero libro di Cohn, volto a dimostrare l’inesistenza, in Europa, di una setta organizzata di streghe. Si tratta di una polemica condotta con argomenti particolarmente efficaci, ma ormai scontata. Il suo perdurare è un sintomo (è, in parte, una causa) dell’unilateralità che caratterizza molti studi sulla storia della stregoneria. Vediamo perchè.

 Nel suo libro The Witch-Cult in Western Europe la Murray, egittologa e cultrice di antropologia sulla scia di Frazer, sostenne :

1) Che le descrizioni del sabba contenute nei processi di streghe non erano nè fandonie estorte dai giudici, nè resoconti di esperienze interiori a carattere più o meno allucinatorio, bensì descrizioni puntuali di riti effettivamente avvenuti;

2) Che questi riti, deformati dai giudici in senso diabolico, erano in realtà connessi a un culto precristiano di fertilità, risalente forse alla preistoria, sopravvissuto in europa fino all’età moderna.

Benchè stroncato subito da vari recensori per la sua mancanza di rigore e la sua inverosimiglianza, The Witch-Cult riuscì ugualmente a guadagnare vasti consensi. Alla Murray (che riformulò le proprie tesi in maniera via via più dogmatica) venne affidata la redazione per l’Encyclopaedia Britannica della voce”Withcraft”, poi ristampata senza mutamenti per quasi mezzo secolo. Ma la ripubblicazione di The Witch-Cult nel 1962 coincise con la comparsa di una critica sistematica (E. Rose, A Razor for a Goat), seguita negli anni successivi da una serie di polemiche sempre più aspre contro la Murray e i suoi seguaci, veri o presunti. Quasi tutti gli storici della stregoneria sono d’accordo, oggi, nel definire i libri della Murray(come avevano fatto già i primi recensori) dilettanteschi, assurdi, privi di qualsiasi valore scientifico. Questa polemica, in sè più che giustificata, ha avuto però l’effetto deprecabile di scoraggiare implicitamente le ricerche sugli elementi simbolici del sabba estranei a stereotipi dotti. Come si è visto, un’ indagine del genere è stata trascurata anche da storici come Thomas e Macfarlane sulla base dell’inesistenza(o,almeno, della mancanza di prove) di un culto stregonesco organizzato. La confusione tra comportamenti e credenze giustamente rimproverata alla Murray si è paradossalmente ritorta sui suoi contradditori. Nella prefazione a I Benandanti ho fatto un’affermazione che sottoscrivo ancora pienamente, benchè mi abbia procurato l’iscrizione d’ufficio alla fantomatica (ma screditata) setta dei “murrayists”: e cioè che la tesi della Murray, benchè “formulata in maniera del tutto acritica” racchiudeva “un nocciolo di verità”. Evidentemente esso non va cercato nel primo dei due punti in cui , come si è visto, quella tesi si articola. ...La “religione dianica”, ossia il culto precristiano di fertilità che la Murray riconobbe senza approfondirlo, nelle descrizioni del sabba, suggeriva un’interpretazione diversa e più complessa. Il “nocciolo di verità” della tesi della murray è qui. Esso consiste, più in generale, nella decisione di prendere sul serio, contro ogni riduzione razionalistica, le confessioni delle streghe, come già avevano fatto ben più illustri (ma paradossalmente trascurati) predecessori, a cominciare da Jakob Grimm. Ma la volontà, altrettanto razionalistica, di cercare in quelle confessioni puntuali descrizioni di riti, spinse la Murray in un vicolo cieco. A ciò si aggiunse l’incapacità di isolare, nelle testimonianze sul sabba, le incrostazioni prodotte nel corso dei secoli dagli interventi pratici e dottrinali di giudici, inquisitori e demonologi. Anziché  cercare di distinguere gli strati più antichi dalle sovrapposizioni successive, la Murray assunse acriticamente (a parte le manipolazioni testuali già accennate) lo stereotipo ormai consolidato del sabba come base per la propria interpretazione, rendendola del tutto inattendibile.

Ciò che mi aveva indotto a riconoscere una giusta intuizione nella squalificatissima tesi della Murray (o meglio in una parte di essa) era stata la scoperta di un culto agrario a carattere estatico diffuso in friuli tra il ‘500 e il ‘600. Esso è documentato da una cinquantina di processi inquisitoriali tardivi (1575 – 1675 circa), decisamente atipici, provenienti da una zona culturalmente marginale: elementi che contraddicono tutti i criteri esterni fissati da Kieckhefer per isolare al di là delle sovrapposizioni dotte, i lineamenti della stregoneria popolare.”
(Carlo Ginzburg- Storia notturna, una decifrazione del sabba-pagg.  XXI, XXII, XXIII).

L'esperienza del Gardner: mito o realtà?

 Abbiamo così diversi dibattiti. Accorpandoli in due ipotesi, vediamo di ragionare:

1)Prima ipotesi: Gardner si è inventato tutto, costruendo a tavolino una religione”.

Chi sostiene questa ipotesi in genere si basa sulla non attendibilità della teoria della Murray alla quale Gardner si appoggia. Crollata la prima, crolla inevitabilmente anche la seconda. Inoltre alla luce dello smembramento e dell’analisi del famoso Book of Shadows è possibile trovare una collocazione di ogni frase e di ogni pensiero nel milieu dell’occultismo otto-novecentesco. Questa ipotesi però non tiene presente di un dato molto probabile, e che cioè  l’esperienza del Gardner possa essere vera ma che fu da lui interpretata solo alla luce delle sue conoscenze e delle sue convinzioni. Così facendo però non si è obbiettivi e si attribuisce a priori la mala fede al Gardner.

Credo che molte delle teorie formulate in seguito sull’esperienza di Gerald Gardner partano dal presupposto che  abbia voluto “inventarsi” una religione. Ma a che pro un uomo intelligente come lui avrebbe dovuto inventarsi la storia delle streghe, quando avrebbe potuto comodamente costruire il  “suo” culto, come tanti altri che lo hanno preceduto e seguito, con una  “rivelazione mistica” o un’esperienza “paranormale, così da avere le spalle coperte? Per quanto riguarda il Book of Shadows poi, Doreen Valiente (ritenuta dal Dott. Leo Ruickbie,  la Madre della Stregoneria moderna) divenne Grande Sacerdotessa della prima coven guidata da Gardner, la famosa Bricket Wood Coven (tutt’oggi in attività), e da questa posizione notò l’influsso nei documenti della coven, del magista Aleister Crowley . Gardner motivò tutto sostenendo che i documenti della New Forest Coven erano frammentari, perciò per un’omogeneità di contenuti dovette aggiustarli con varie fonti. Con il permesso di Gardner, essa iniziò quindi una vera e propria riforma tagliando gran parte dei contenuti Crowleyani . Questo dimostra che la wicca non è una religione che si basa sugli insegnamenti di Gardner. Gardner non è un Maestro ma una Porta dalla quale giungono dal passato semi, germogliati poi in ambienti diversi. Gardner fu un vivaista, che piantò i semi del vivaio-Wicca. Per cui bisognerebbe distinguere l’esperienza personale di Gardner dalla sua esperienza nell’Arte, che origina la Wicca. Ritornando a Crowley, è noto che il magista non fù estraneo, per l’influenza che esercitò su Gardner, al processo di manifestazione della wicca. Sul quanto e sul come però si discute animatamente negli ambienti magici contemporanei. Da una parte molti wiccani disconoscono l’ascendenza crowleyana, dall’altra molti crowleyani vedono la Wicca come uno snaturamento e una banalizzazione della dottrina di Crowley. C’è anche una terza corrente di pensiero, questa più particolare: alcuni magisti guardano alla wicca come lascito di crowley, parzialmente snaturato dalla riforma della Valiente. Questa terza visione è,  per molti versi pericolosa, perchè interpreta ogni scritto religioso wiccano alla luce della dottrina crowleyana, ignorandone l’originalità e lo spirito religioso. Gerald Gardner era inglese e in quanto esoterista inglese non poteva non fare i conti con il più celebre magista dell’epoca, Aleister Crowley, soprattutto per uno che prese contatti con quasi tutti gli ambienti esoterici dell’epoca. Philip Heselton nel suo “Wiccan Roots” e poi nel suo “Gerald Gardner and the Cauldron of Inspiration” sostiene che Gerald Gardner non è l’autore dei rituali (in pratica non se li è inventati) ma li ha ricevuti in buona fede da un autore sconosciuto. Egli fa notare che tutto il materiale che nei rituali possono rimandare a Crowley si trovano in un suo unico libro: “The Equinox vol 3 no. 1 or Blue Equinox”. Non è noto che il Gardner abbia avuto accesso ad una copia di questo libro, anche se incontrò Crowley lo stesso anno della sua morte nel 1947. Nel maggio dello stesso anno Gardner divenne membro dell’O.T.O.(ordine iniziatico con a capo in quel periodo proprio Crowley e che adottò in via definitiva il Thelema del Maestro Therion). Sembra che sia stato addirittura autorizzato ad organizzare accampamenti O.T.O. , cosa che Gardner non fece mai,  a conferma che non voleva affatto proseguire il “lavoro” di Crowley. Inoltre nel 1950 Gardner scrivendo a Cecil Williamson afferma che il Crowley fu disgustato dalla “Wica”e non apprezzava il ruolo centrale della Gran Sacerdotessa, la nudità rituale e lo scourging[2]. Nella biografia di Gardner  scritta da Idres Shah,  la sua considerazione per Crowley è ambigua e a volte,  è implicito che ci si riferisca a lui come un impostore spilla quattrini. Isaac Bonewits scrive “Da qualche parte tra il 1920 e il 1925 in Inghilterra qualche folclorista sembra si sia messo insieme a rosacruciani della Golden Dawn e a qualche presunta tradizione familiare creando le prime congreghe moderne in Inghilterra prendendo ecletticamente da qualsiasi fonte potessero trovare al fine di cercare di ricostruire i frammenti del loro passato pagano.”. E’ probabilmente in una di queste congreghe che venne iniziato il vecchio Gerald nel 1939. E’ stato anche proposto in un giornale druidico, l’Aisling che la congrega della New forest in cui Gardner fu iniziato fu la sezione pagana dell’ Order of Woodcraft Chivalry. Quest’ordine eseguiva rituali nella New Forest dal 1920 e la sua sezione pagana onorava una Dea lunare e un Dio bicorne con rituali che comprendevano la nudità. Lo stesso Gardner fece parte dell’ordine.

2) Seconda ipotesi: Gardner ha scoperto un culto perpetuato fin dalla preistoria e celebrato di nascosto

Questa ipotesi prende come buona tutta la teoria della Murray e i racconti di Leland, entrambi rigettati dalle attuali ricerche accademiche. Questo è un tipico atteggiamento da Fluffy Bunny perchè è l’atteggiamento dogmatico di chi non studia. Tutto il movimento wiccano invece è sempre aperto alle nuove ricerche e  lo è sempre stato. Lo storico “Ronald Hutton è riuscito a tracciare una storia molto chiara della wicca delineandone il percorso e, soprattutto, scoprendone le radici che, con una certa evidenza, non sembrano propriamente affondare tutte nella notte dei tempi”[3]. Nel suo Triunph of the Moon, lo studioso evidenzia che tutto l’ottocento fu pervaso dalla rinascita di particolari tematiche come l’idea della Grande Madre, di un dio agreste e di un ritorno alla natura che pervase in particolare la cultura dell’era vittoriana. Gardner nasce in quest’epoca e si nutre di questo sottofondo culturale assistendo alla rinascita di tematiche pagane (l’ultima delle tante dalla caduta del paganesimo). Inoltre viaggiò tanto conoscendo le culture antiche ancora vive in alcune parti del mondo e da buon esoterista era alla ricerca di un sapere primigenio. Tuttavia quello che trovò al momento della sua iniziazione fu più che un sapere. “le note che Gardner dà all’evento mostrano, più che un passaggio di conoscenze rituali, un passaggio di poteri”[4].  Questo vuol dire che i riti che lui ricevette e che poi rimodellò non furono stati tramandati intatti nella loro forma, ma nel loro contenuto. Da alcune evidenze storiche sappiamo che il Gardner non si inventò tutto, ma fu iniziato da una famiglia di streghe ereditarie. Per il Gardner fu normale ricollegare tutto alla teoria della Murray che ebbe una critica sistematica solo nel 1962.(Gardner viene iniziato nel 1939!). Questo non vuol dire che sia stato effettivamente così. Dalla caduta delle religioni antiche, seguita alla cristianizzazione dell’europa ad oggi  ci furono delle recrudescenze. In pratica alcuni riti e soprattutto miti ritornarono come un boomerang nell’arco della storia, uno di questi ritorni venne stroncato sui roghi insieme ad altre eresie e proteste.
 

Conclusione

Non vi è una linea ininterrotta così come affermava la Murray ma solo relitti di paganesimo che da una parte sono stati assorbiti dal cristianesimo, in particolare dal cattolicesimo( basta pensare al culto dei santi, le devozioni mariane, il malocchio ecc). Dall’altra si sono presentati come “non assorbibili” venendo quindi demonizzate (stregoneria diabolica ecc.). Possiamo dire che nell’ottocento rinacque l’interesse per questi relitti e che Gardner si trovò in circoli esoterici in possesso di questi piccoli “lumi” e per paura che si spegnessero per sempre, mise la sua vasta esperienza per far rinascere un culto pagano: la Wicca. E’ sempre Ronald Hutton nel suo Triunph of the Moon a definire la Wicca l’unica religione che l’Inghilterra abbia mai dato al mondo.  Per approfondire il rapporto tra wicca e passato leggi anche “Wicca, Paganesimo ed Esoterismo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 



[1]  “The Meaning of Witchcraft” pag. 24

 

[2]  “From Man to Witch, Gerald Gardner 1946-1949” di Morgan Davis. Lo Scourging è la fustigazione rituale atta a provocare uno stato alterno di coscienza.

 

[3] “Wicca- la nuova era della vecchia religione” di Cronos

 

[4] “ibid. pag 36”