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Vigilia di Novembre (Samhain)

Indicazioni

 Per il rito sono necessari il tirso, una mela, la frusta e delle fiaccole, oltre agli strumenti abituali. Il tirso si può sostituire con la bacchetta e le fiaccole con delle candele. Dopo la consacrazione del cerchio tutti sono purificati con la frusta.

Ø Consacrazione del Cerchio

Ø Incipit: “Questa è la notte in cui il velo che divide i mondi è sottile. I cancelli della vita e della morte sono aperti, il figlio del sole viene concepito e viene rivelato il mistero: che ogni fine è solamente un nuovo inizio. Ci incontriamo per dare il benvenuto al Signore del Passaggio e alla Triplice Dea che è il cerchio della rinascita.”

Ø Invocazione: “Salve, o madre degli Dei, dai molti nomi, dalla bella prole;

Salve, o Ecate, custode delle porte, di gran potenza;

ma anche a te salve o Giano, progenitore, Zeus imperituro;

salve Zeus supremo;

rendete luminoso il cammino della mia vita, colmo di beni, stornate i funesti morbi dalle mie membra e l’anima, che sulla terra delira, traete in alto, purificata dalle iniziazioni che risvegliano la mente.

Vi supplico, tendetemi la mano e le divine vie mostratemi, ché le desidero;

la luce preziosissima io voglio mirare, onde m’è dato fuggire la turpitudine della fosca generazione.

Vi supplico, porgetemi la mano e con i vostri soffi me travagliato sospingete nel porto della pietà.

Salve, o madre degli Dei, dai molti nomi, dalla bella prole;

Salve, o Ecate, custode delle porte , di gran potenza;

ma anche a te salve, o Giano progenitore, Zeus imperituro;

Salve  Zeus supremo.”[1]

Ø Discesa della Dea: “Ora ascolteremo il mito della Discesa della Dea”(si esclama la Discesa).

Ø Sussurro della Runa: Conducendo la danza i sacerdoti impugnano il tirso, gli altri candele o torce.

Ø  Invocazione: Il sacerdote assume la posizione del Dio (mani incrociate sul petto, la destra tiene la bacchetta e la sinistra sopra la destra la frusta) e la sacerdotessa invoca su di lui il Dio con l’athame tracciando un pentacolo di invocazione, dicendo: “Signore delle ombre, Dio della vita e datore di vita, verso Te noi proviamo sacro timore, perché la conoscenza di Te è la conoscenza della morte. Spalanca, ti prego, i cancelli attraverso cui tutti noi dobbiamo passare! Fa si che i nostri cari che prima di noi se ne sono andati, ritornino questa notte per renderci felici. E quando il nostro tempo arriverà, come è dovuto, oh tu consolatore, datore di pace e riposo, noi entreremo felicemente nei tuoi reami e senza paura; poiché noi sappiamo che una volta riposati e rinvigoriti tra i nostri cari, rinasceremo ancora per la tua grazia e per la grazia della Grande Madre. Fa che sia nello stesso luogo e nello stesso tempo di coloro che amiamo, affinché sia possibile incontrarli, riconoscerli, ricordarli e amarli nuovamente. Discendi, ti preghiamo sui tuoi servitori e sul tuo sacerdote”. (dal Libro delle Ombre)
Tutti si inginocchiano.

Ø L’Incarico del Dio: il sacerdote esclama: “Ascoltate tutti le parole dell’Antico Bicorne, che è sempre giovane.

Io sono colui che apre le porte della vita e della morte, i cancelli dell’alba e i cancelli della notte. Io sono Kernunnos e Silvano e Pan, e la musica del mio flauto è nell’aria dei boschi verdeggianti e sopra le colline in estate. La mia voce è nel vento della mezzanotte, e sotto le stelle ripete magiche parole in antiche lingue dimenticate e sconosciute. Io ispiro il timor panico e il passionale desiderio. Anche se io mostro il volto di un teschio, non c’è nessuna manifestazione della vita senza di me, perché senza la morte non può esserci rinascita. La vita deve sempre muoversi come una spirale verso l’alto, non può stare ferma. Non possiamo conoscere la luce senza le tenebre, né le tenebre senza la luce. Così, non abbiate paura di me, in qualsiasi aspetto mi vediate; come la forza e il potere della virilità o come colui che porta la pace nella morte. Io sono Fosforo, il portatore di luce, e Amon il Nascosto, che veniva adornato di spiraleggianti corna d’ariete nell’antica Khem. Io sono il Dio dal piede caprino nei boschetti illuminati dal sole della Tessaglia, e sono la presenza che era avvertita nel buio delle grotte sacre, e sul masso eretto nella brughiera. Sono l’impetuoso potere della vita, e colui che porta la Luce; ma senza Amore io non posso creare nulla di durevole. Perciò io ho bisogno della Dea come Lei ha bisogno di me, e nelle Grandi Nozze Sacre, l’Estasi Cosmica, entrambi siamo Uno.

Adorate quindi il mio spirito selvaggio, conoscetemi e gioite ancora in me, fratelli e sorelle dell’Arte, streghe e stregoni, pagani e barbari. Perché io vi porto potere e riscatto, e libertà dello spirito che è vera ed eterna, e che nessuno per sempre può negarvi.

Ø  Invocazione: “Seguitelo, Egli è qui! Il Confortatore, il Consolatore, il Conforto del cuore e la fine del dolore.

Egli è la guida: il cancello è aperto

Egli è la guida: il cammino è sgombro.

Egli è la guida: la morte non è una barriera poiché Egli è il Signore della danza delle ombre, Re del regno dei sogni ”

Ø Azione rituale: Se è presente una coppia sacerdotale, a questo punto la sacerdotessa che all’inizio del rituale(dopo la consacrazione del cerchio o comunque prima dell’invocazione del Dio) aveva ricevuto il quintuplice bacio, ora lo da al sacerdote. Il sacerdote alza la mela e dice “Questo è il frutto della morte...”, poi la taglia orizzontalmente in due (di modo da far apparire una stella con i semi) e dice “Osservate la stella della rinascita. Nella vita la morte, nella morte la vita”. Ripone tutto sull’altare e richiama al raccoglimento “osserviamo il silenzio sacro per coloro che sono dipartiti”

Ø Banchetto e se possibile eseguire il Grande Rito

Ø Apertura del Cerchio

Da sapere:
  • Non ci sono fonti storiche attendibili che dimostrino che l'antica festa di Samain fosse concepita come capodanno per i celti, nè è certo il suo legame con la morte
  • Non è vero che un "buon" pagano non festeggia l'Halloween commerciale. La secolarizzazione non ha credi religiosi. L'importante per un religioso è anteporre l'aspetto spirituale e poi integrarlo con il resto. Oltretutto le mascherate sono tipicamente pagane e ricordano gli spiriti che ritornano oltre ad esorcizzare la paura della morte (non già la morte in sè).

[1]  Inno di Proclo ad Ecate e Giano