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Filosofia Occulta è il nome che Heinrich Cornelius Agrippa di Nettesheim chiama nella sua omonima opera, quella disciplina che comunemente viene chiamata magia. Essa viene descritta da Cornelio Agrippa come la “la filosofia più elevata e perfetta”. Questo perché racchiude in sé i tre pilasti del sapere umano: Fisica, Matematica e Teologia. Per poter praticare la magia quindi bisogna essere istruiti su tutte e tre queste facoltà. La Fisica è intesa da Agrippa come studio di tutte le cose naturali: un infarinatura generale cioè di quelle che oggi vengono chiamate biologia, chimica, geologia, fisica, botanica. Lo studio quindi della Natura fisica. Per Matematica, Agrippa intende lo studio atto a misurare il mondo fisico, ecco perché lo studio dei numeri è strettamente connesso con lo studio degli astri. Raggrupperebbe le discipline che oggi vengono chiamate meteorologia, astronomia e matematica. La Teologia è quella disciplina che studia la natura divina. Essa raggruppa la metafisica e la ritualistica. Agrippa aggiunge: “La Magia racchiude in se queste tre scienze così feconde di prodigi, le fonde insieme e le traduce in atto. Perciò a ragione gli antichi l’hanno stimata la scienza più sublime e più degna di venerazione.”[1]

Ma quindi, la magia che cos’è? Che connessione ha con la Wicca? Il termine magia deriva dal “persiano mag, che significa scienza, saggezza. Essa è una pratica ancestrale. Lo storico delle religioni, per quanto lontano guardi, trova le tracce di un complesso elementare di sapere e di potenza. Ingranaggio delle società tradizionali, istituzione occulta, la magia esiste, sussiste e si trasforma all’interno di qualsiasi cultura[2] . Ma se è una “pratica ancestrale” ed è stata “ingranaggio delle società tradizionali” perché oggi è diventata qualcosa di nascosto ma soprattutto riprovevole? Gli storici fanno fatica a distinguere la religione dalla magia, qualsiasi distinguo che si fa non è sufficiente. La magia tende, allo stesso modo della religione, “a regolare le irruzioni dell’invisibile[3]”. Ma la religione si è preoccupata molto presto di chiarire i rapporti, di precisare le frontiere e di conoscere la natura della magia. Così se nella tarda antichità pagana il confine tra religione e magia sfuma nella teurgia attraverso la mistica degli oracoli caldaici, l’ermetismo e la gnosi, la religione degli ebrei e dei cristiani si oppone alla magia. Sia nell’antico testamento sia nel nuovo si ha una ferma opposizione a ciò che è considerato magia, ritenuta inferiore e malvagia rispetto alla “magia” che il loro dio esercitava attraverso i profeti prima e il messia dopo, che per i cristiani è Gesù. Eppure anche nel cristianesimo, specialmente in quello cattolico esiste il “magico”: pensiamo alla transustantazione dell’ostia per esempio o all’imposizione delle mani con cui i vescovi consacrano l’olio santo, per non parlare dei miracoli, delle apparizioni, degli esorcismi ecc ecc. Tuttavia secondo il professor George Luck “il cristianesimo avrebbe dunque modificato la tradizione in modo graduale[4], creando una netta distinzione tra “magia” lecita concepita come pura religione e magia illecita, fuori dalle cerimonie cristiane, bollate come magia diabolica. Il cristianesimo si inserisce dunque nella tradizione biblica.




La Wicca, come ha constatato anche lo storico Ronald Hutton, considera come abolita la tradizionale divisione occidentale tra religione e magia.[5] Ecco perché nella Wicca vi è un termine che riassume in sé sia lo spirito religioso sia quello magico, mettendo l’accento sull’aspetto operativo: l’Arte. E’ con questo termine che ci si riferisce alla Filosofia Occulta. La Chiesa Wiccana Canadese parla della magia come "forma attiva di preghiera". In effetti mentre la preghiera è una mera richiesta agli dei affinchè "facciano qualcosa" per noi, mantenendo un atteggiamento passivo; la magia interpella la scintilla divina che è in ognuno di noi, tenendo un atteggiamento attivo che non contempla una creatura che implora un creatore. Questo non vuol dire che un wiccano non preghi. Come infatti affermava Gandhi in un dialogo con un buddista (Gandhi, buddismo, cristianesimo, islamismo ed. tascabili economici newton): "La Mente Divina è immutabile, ma quella Divinità è in ognuno di noi e in ogni cosa, animata o inanimata che sia. Il significato della preghiera è per me la volontà di evocare tale Divinità in me nascosta. ... faccio parte di quell'Infinito, e tuttavia ne costituisco un tale frammento infinitesimale che me ne sento fuori". Ecco quindi che magia e preghiera sono due lati della stessa medaglia. Cambia lo stato d'animo e la percezione. Nella magia vi è una partecipazione dettata da una identificazione con il Divino. Nella preghiera non vi è questo atteggiamento di identificazione perchè il sentimento è sentirsi infinitamente più piccolo rispetto al tutto per cui ci si rivolge a questo Tutto come se fosse qualcosa di altro rispetto a noi. Ma è solo una percezione dettato dal sentimento di quell'istante.

La psicologia riporta la modalità arcaica della magia alle dimensioni dell’inconscio. Nella sua forma personale, questo sembra abitato da una spinta fondamentale: la libido. Tra l’io e il super-io, tra il “principio di piacere” e il “principio di realtà”, tra Eros e Thanatos, l’uomo cerca l’equilibrio del suo destino. E’ dalle profondità dell’inconscio che proviene quella Forza che la nostra mente è in grado di usare. E nelle profondità del nostro inconscio, c’è la nostra Anima che è il riflesso del potere vitale che permea tutto il Cosmo.[6] La magia è una disciplina della mente, e inizia con la comprensione di come si forma la coscienza e di come si costruisce la nostra visione della realtà.(Starhawk, il sentiero della terra - macro edizioni).La pratica della magia presuppone quindi, un interazione tra il microcosmo uomo e il macrocosmo universo, regolata da leggi ben precise basate su simboli e corrispondenze. La tavola smeraldina della tradizione ermetica, così si esprime: Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una.” . Questo perchè il microcosmo e il macrocosmo sono Un Cosmo e per questo, agendo in basso si agisce in alto e viceversa: tutto è un unico organismo. La magia nel suo insieme può essere distinta in base a come viene applicata, in base a come la Forza viene impiegata:  evocazioni, invocazioni e incanti che fanno parte del to legomenon, ciò che è detto; il rituale, la guarigione e la divinazione, facenti parte del to dromenon, ciò che è fatto, la praxis. Ogni operazione nell'Arte è un insieme di to legomenon e di to dromenon. Ogni rito in pratica, ha una o più delle cose dette e uno o più delle cose fatte.



Georg Luck nel suo "Il magico nella cultura antica" (ed. mursia pag 9) così definisce la magia: "La magia è una pratica che si basta sulla fede nell'esistenza di forze occulte nell'uomo e nell'universo, forze che, attraverso particolari procedimenti, possono venir risvegliate e guidate. La pratica della magia presuppone un'interazione tra il microcosmo uomo e il macrocosmo universo, regolata da leggi ben precise. In fondo la magia, in origine, è un insieme para scientifico di concetti, di regole e di pratiche che mirano a sfruttare le illimitate possibilità umane. La molteplicità delle forze attive nell'universo può essere espressa dal concetto di mana , che ricorre nella storia comparata delle religioni e nell'antropologia. I suoi omologhi in ambito greco sono donami, forza, charis, grazia, arete, creazione. Chiunque può accedere al mana purché in grado di convoglialo, di ospitarlo: questo ospite è rappresentato dal mago, dal taumaturgo che accoglie in sé il mana, lo custodisce e lo trasferisce."
Questa forza, secondo Gardner e l'insegnamento che ha ricevuto, è latente anche nel corpo dell'uomo e può essere risvegliata in vari modi. Questo Potere (come lo chiama il Bos) deve però essere confinato in un cerchio per evitare che si dissipi. Di qui l'importanza del cerchio adeguatamente costruito. Questo potere trasuda dal corpo attraverso la pelle ed è per questo che assume primaria importanza la purificazione rituale e stricto sensu la pulizia del corpo e della mente all'eccingersi del rito. Il Bos dice chiaramente "l'atteggiamento mentale ha grande effetto così opera solo con spirito di riverenza" cioè con un atteggiamento rispettoso. Rispetto prima di tutto! Rispetto per l'operazione che ci si accinge a svolgere e il luogo in cui si entra: si entra nella dimensione del sacro, dove il divino incontra l'umano.
Quindi il Potere può essere risvegliato in vari modi. Il Bos elenca otto Strade verso il Centro, cioè otto modi per ricreare quello stato alterno di coscienza che permette all'uomo di risvegliare il Potere latente:

1) Meditazione: questa pratica serve a fissare l'intento e a visualizzarlo.
2) Trance detta anche Estasi: in La Stregoneria Oggi, Gardner parla così delll'estasi: "La miglior traduzione inglese del termine estasi è "uscire fuori di sé", entrando in comunione con la Divinità. Ma per ottenere questo scopo è consigliabile almeno la lustrazione, ovvero una purificazione sia interna che esterna...Molte persone cercano di riuscirci con le droghe o più grossolanamente con l'alcol. Ma queste sostanze hanno effetti estremamente dannosi sul corpo e qualsiasi risultato nel migliore dei casi è spesso un'illusione, così tentare questa via funziona di rado." (ed. venexia pag. 259)
3) Riti, Canti, Incanti, Invocazioni ecc. : si tratta di quello indicato precedentemente nella distinzione tra to legomenon e to dromenon.
4) Incenso, Farmaci, Vino ecc. : vale quanto scritto prima a proposito dell'estasi.
5) Danza e pratiche affini: sempre fortemente consigliata anche dall'Incarico e dalla pratica tradizionale che è sempre stata quella di gruppo. Sempre in La Stregoneria Oggi, il Gardner scrive: " Le loro danze (quelle delle streghe) sono inebrianti e questa ebbrezza è la condicio sine qua non per produrre quel che chiamano Magia". Ecco l'importanza dell'Estasi del punto 2).
6) Controllo del sangue (le Corde), controllo del respiro e pratiche affini: si ritiene che il sangue è Vita per cui se esso non viene agitato e stimolato (anche attraverso la danza) non si progredisce sulla strada dell'Arte. Non si risveglia cioè il Potere. Le Corde vengono usate soprattutto nei riti di iniziazione per rallentare delicatamente l'afflusso sanguigno stimolando quindi uno stato alterno di coscienza. Lo stesso risultato ottiene il controllo del respiro, come le antiche tecniche orientali insegnano.
7) Il Flagello : la flagellazione rituale è una pratica purificatoria  e propiziatoria antichissima. Si pensi alle flagellazioni durante i Lupercali. Nella Wicca tradizionale si usa una blanda flagellazione per purificare lo spirito "ma sempre ricorda che l'Acqua purifica il corpo, ma la Frusta purifica l'anima" si legge nel BoS.
8) Il Grande Rito : la sacra unione, la ierogamia cioè l'unione sessuale rituale, reale o simbolica. Il sesso è potere e contemporaneamente atto sacro che attualizza l'unione sacra tra il Dio e la Dea che tutto fa nascere. Ovviamente si compie nel Cerchio, spazio sacro dove si entra con atteggiamento di Rispetto e in Perfetto Amore e Perfetta Fiducia. Per cui l'atto è e deve essere sempre consensuale, e chi lo compie deve essere ben consapevole del suo significato simbolico.
Queste sono le otto strade e si può praticare una di esse o più combinate insieme.
 

Oltre le "Strade verso il Centro", vi sono i così detti "Cinque Essenziali" senza i quali non si può compiere nessun rito:

1) Intenzione : la convinzione di riuscire è essenziale nelle operazioni.

2) Preparazione : è necessario essere Adeguatamente Preparati.

3) Cerchio : il Cerchio deve essere adeguatamente tracciato e purificato.

4) Purificazione : come scritto in precedenza la purificazione è un atto preliminare fondamentale, ma è anche un operazione da svolgere più volte durante il rito. La purificazione tradizionale prevede tre operazioni: aspersione di acqua salata (Acqua e Terra), fumigazione di aromi (Aria e Fuoco) e fustigazione (ultimamente sostituita dalla meditazione) per purificare lo Spirito.

5) Strumenti : è necessario avere strumenti adeguatamente consacrati. Gli strumenti essenziali sono quattro (le quattro Armi magiche): Athame, Coppa, Bastone e Pentacolo. Vi si aggiungono le Corde e la Frusta e una serie di strumenti minori come ciotole per l'acqua e per il sale, incensiere, candele ecc.


 

 


Per descrivere infine il "come" la magia agisce sarebbe utile leggere un passo delle Enneadi di Plotino in cui il filosofo riassume le posizioni stoiche precedenti sulla simpatia cosmica. Il pezzo con introduzione è tratta da Il Magico nella cultura antica di Georg Luck (pag. 140-141):

Dissertazioni filosofico-teologiche

 

Nelle sue lezioni filosofiche Plotino(205 circa-207), il vero fondatore del neoplatonismo, al quale si attribuirono capacità soprannaturali, si occupa anche di magia. Non è facile seguire il corso dei suoi pensieri, poiché egli ha evidentemente sviluppato le sue idee durante il discorso, senza rivedere né le proprie affermazioni né gli appunti dei suoi allievi. E’ possibile che nel testo sia talvolta riflesso un dialogo con i discepoli-speculazione, obiezione, contraddizione-e ciò non consente di affermare con certezza quale sia il pensiero del maestro.

Ad ogni modo, già la prima considerazione non lascia dubbi sul fatto che Plotino crede alla potenza della magia nel cosmo, anche se non gli è chiaro come e perché essa agisca. Egli fa riferimento alla teoria della simpatia cosmica: esistono forze e il mago le sfrutta, le costringe al proprio servizio.

i riti magici cui Plotino avrebbe preso parte richiedevano l'uso di un abbigliamento particolare, la recitazione di formule, la realizzazione di sacrifici, la bruciatura dell'incenso e la presenza dei credenti. Plotino paragona la magia della musica, per affermare che entrambe influiscono sulla parte irrazionale dell'anima. Per Plotino la magia è qualcosa che accade tra gli uomini, benché egli non escluda l'influsso di potenze superiori.  Ancora una volta è di aiuto il confronto con la musica: se viene pizzicata la corda di una lira, la corda della stessa tonalità di un'altra lira vibra con essa. Secondo Plotino, non ha senso pregare gli astri (gli dei planetari), tuttavia egli ammette che essi hanno un certo influsso sulla vita sul nostro pianeta. Ma questo lo riporta alla teoria della simpatia cosmica: "chi chiede qualcosa all'universo non gli è estraneo": ciò significa che gli uomini possono esercitare la magia perché fanno parte del cosmo.

Naturalmente esistono maghi cattivi, la cui magia è efficace perché la forza è a disposizione di tutti; ad ogni modo, per il fatto che usano la forza con intenzioni malvagie, primo poi verranno puniti. Sebbene il mago possa danneggiare altri uomini, non potrà mai nuocere all'universo, e sulla terra la sua potenza è limitata poiché il saggio, cioè il filosofo perfetto (un concetto che Plotino ha preso a prestito, come quella della simpatia cosmica, dagli storici) può senz'altro difendersi della magia nera.

 

Plotino, Enneadi 4.4. 40-44

Come spiegare l'effetto della magia? O mediante la simpatia o mediante il dato di fatto che esistono un'armonia naturale tra cose simili e una disarmonia fra cose diverse, o anche mediante il fatto che esistono molte forze differenti che, insieme, influenzano ogni singolo essere vivente, perché esistono molte attrazioni e molti tipi di magia, anche se nessuno li sollecita. La vera magia è "amore e il suo contrario, l'odio" nel cosmo (secondo Empedocle). Il primo maestro di stregoneria, il primo mago, fu (è?) colui che le persone conoscono bene e di cui usano le droghe e le formule l'uno contro l'altro. Poiché per loro è naturale amare, e dato che tutto ciò che in loro risveglia amore produce attrazione reciproca, si è creata una tecnica da attrazione amorosa attraverso la magia e coloro che esercitano quest'arte uniscono fisicamente nature che senz'altro si sentono attratte reciprocamente e che provano un innato amore l'una verso l'altra. Uniscono le anime una all'altra, come se fossero piante da congiungere per sempre malgrado siano nate lontane l'una dall'altra. Essi usano anche "configurazioni che possiedono potenza", assumendole in modi particolari (oppure: in determinate posizioni) e in qualche maniera si appropriano silenziosamente di poteri e sono uno verso l'altro (?). Se si potesse immaginare una simile persona (il mago) al di fuori del cosmo, né egli, e neppure le sue formule e i suoi canti, potrebbe attirarsi alcun (potere particolare), né si potrebbe adeguare a esso. Pertanto, poiché egli non li pilota in nessun'altra direzione, è in grado di indirizzarli nell'universo dei vivi, conoscendo le vie per condurre una creatura verso l'altra. È assolutamente naturale che l'anima venga guidato dalla melodia, dal suono particolare di una formula magica e dal comportamento del mago, perché qualcosa del genere ha una sua propria forza d'attrazione, come un comportamento e come le parole che suscitano compassione. Non sono nella volontà nella ragione a venire incantate dalla musica, bensì la parte irrazionale della nostra anima. Questo tipo di magia non rappresenta nulla di straordinario, e tuttavia ascoltatori che sono stregati (dalla musica) provano amore anche se non s'aspettano affatto un simile effetto dagli artisti che seguono la musica. Non si deve pensare che le preghiere (vengono esauditi) perché la volontà (degli dei) le ascolta. Non è questo che accade a coloro che sono stregati da formule magiche. Una persona che è stregata non comprende (cosa le succede) e non prova nulla, ma lo sa, è già avvenuto alla parte dominante (della sua anima, cioè l'intelletto). Da colui al quale è stata indirizzata una preghiera, proviene qualcosa verso quello (che ha pregato) o verso un altro. Ma il Sole o qualunque altro corpo celeste (cui è stata indirizzata una preghiera) non ascolta (oppure: non comprende).

Gli effetti della preghiera sono un dato di fatto, poiché una parte (dell'universo) è collegata simpaticamente con (un'altra) parte, come avviene con una corda ben intonata. Se è stata pizzicata la sua parte inferiore, la parte superiore vibra all'unisono. Avviene spesso che, se un lato è stato pizzicato, l'altro lo senta, se così posso esprimermi, poiché sono su un unico tono e accordate allo stesso modo. Quando la vibrazione fluttua da una lira all'altra, (si può vedere) l'ampiezza del principio di simpatia. Anche nell'universo esiste un'armonia (oppure: accordo) universale, tanto più quando non è formata da una tonalità non armonizzate tra loro. Essa è composta anche da toni armonici tra loro e tutti sono simili, anche quelli che non sono armonici tra loro. Tutto ciò è dannoso all'uomo, per esempio gli impulsi passionali che insieme con l'ira vengono attirati dall'essenza del fegato (perciò il fegato è il loro organo fisico e centro), non è (al mondo) per nuocere (all'uomo). Se, per esempio, si prendesse fuoco da fuoco e si procurasse danno a qualcuno, senza intenzioni malevole, allora sarebbe responsabile colui che prese il fuoco, poiché egli ha trasportato qualcosa da un posto all'altro ed essa (la disgrazia) è avvenuta perché una persona su cui è stata portata la cosa non era in grado di riceverla. Proprio per questo le stelle non hanno bisogno di memoria-a ciò conduce questo discussione-e di nessuna percezione sensoriale che sia riportata su di loro. Perciò non hanno la forza di aderire coscientemente alle (nostre) preghiere. Bisogna tuttavia ammettere che il loro influsso è un dato di fatto, con o senza preghiere, poiché essi sono (come noi) parte del tutto. Dato che esistono molte forze che non vengono guidate da una volontà cosciente, in parte spontaneamente, in parte artificiosamente, e poiché questo avviene in un organismo vivente (universo), alcuni elementi sono utili e altri reciprocamente dannosi, così come corrisponde alla loro essenza. La scienza medica e l'arte della magia costringono un elemento a cedere una parte della sua particolare forza un altro elemento. Nella stessa misura l'universo cede una parte di sé alle sue componenti e cioè spontaneamente, anche perché sente la forza di attrazione di qualcos'altro e si deve perciò dividere da qualcosa (?) Che è essenziale per le sue propri componenti, perché esse fanno parte di un tutto. Teniamo conto infine che chi pretende qualcosa (dall'universo) non è uno straniero (di esso).

Colui che pretende qualcosa può essere negativo. Questo non dovrebbe stupire. Esseri negativi tolgono anche acqua con il mestolo da un fiume. Il donatore non conosce colui a cui dona, egli dà semplicemente. Ciò nonostante la donazione (ha  dedotai) corrisponde all'essere dell'universo. Se dunque uno prende da ciò che è comune a tutti, ma senza averne diritto, gli compete il castigo secondo la legge della necessità. Bisogna perciò ammettere che l'universo può essere influenzato per quanto la sua parte dominante, anche questo va riconosciuto, è libera da ogni influenza. Dato che un'influenza può essere diretta sulle sue parti, dobbiamo constatare che esse possono essere influenzate. Tuttavia, dato che nulla di quanto avviene nell'universo e contro la sua natura, esso deve essere libero da influenzare (...) (il senso delle parole seguenti non è chiaro). Anche le stelle possono venir influenzate poiché sono sì parti (dell'universo) e tuttavia restano prive di influenze dal momento che la loro volontà non viene pregiudicata perché il loro corpo, la loro essenza non viene danneggiata e perché la loro anima non viene sminuita e il loro corpo rimane lo stesso. Se qualcosa fuoriesce da loro, sfugge inosservato e ciò che le ingrandisce, se qualcosa le ingrandisci, passa ugualmente inosservato. Quale influsso hanno le magie e le sostanze magiche sui saggi? Per quanto riguarda la loro anima, essi non vengono influenzati dalla magia e la loro parte intellettivo viene influenzata appena ed essi non cambieranno le proprie convinzioni. Nella misura in cui essi possiedono in se l'elemento irragionevole dell'universo, essi potrebbero essere influenzati o peggio: questo elemento in loro potrebbe soffrire. Tuttavia nessuno potrebbe risvegliare in loro l'amore con sostanze magiche, perché essere innamorati significa essere in sintonia (cioè di quella priva di ragionevolezza) di un'anima verso l'effetto dell'altra anima. Così come la parte irragionevole può essere influenzata da formule magiche, così il saggio escluderà queste forze esterne mediante una "contro magia". Per mezzo di simili influssi dannosi potrebbe trovare o morte o malattie o dolori fisici di ogni tipo, perché la parte di universo (che è in lui) può essere influenzata da un'altra parte dell'universo stesso, ma la sua essenza non ne viene colpita. È ad ogni modo in sintonia con la natura il fatto che non si venga influenzati subito (per mezzo della magia), bensì in un tempo successivo. Neppure i demoni possono sottrarsi all'influsso che riguarda il loro lato irragionevole. Non è assurdo ritenerli in possesso di memoria e di percezioni sensoriali, né ritenere che possono essere stregati e guidati in modo naturale e che coloro che sono più vicini alla nostra zona ascoltino quelli che li chiamano (e con maggiore volontà di intervenire) quanto maggiore è il loro contatto con la nostra zona. Tutto ciò che si trova in stretto contatto con qualcos'altro viene stregato dall'altro. La cosa con cui sta in contatto la strega viene da lei guidata, solo ciò che è in contatto con se stesso non può essere stregato. Perciò ogni operazione e tutta la vita dell'essere che opera vengono essere condizionati dalla magia perché essa si muove in direzione di ciò da cui viene stregato (...). Con ciò solo la vita rimane il punto non è influenzato dalla magia, poiché nessuno dirige magie verso se stesso (...).

 

[1] La Filosofia Occulta, Enrico Cornelio Agrippa di Nettesheim, libro primo, capitolo II

[2] Dizionario delle Religioni, Mondadori, voce Magia

[3] Ibid. voce Magia e Religione

[4] Il magico nella cultura antica, George Luck, ed. mursia pag. 12

[5] The triunph of the moon, Ronald Hutton, oxford, pag 391

[6] Wicca, Cronos, aradia edizioni, vedi pag.114