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Evocazione

Evocare deriva dal latino e-vocare che vuol dire chiamare fuori, cioè chiamare gli spiriti o altre entità dal regno ultramondano affinché si manifestino sul piano fisico. In La Stregoneria Oggi, Gerald Gardner scrive che “le streghe...generalmente non evocavano, ovvero non comandavano né agli spiriti né agli elementali di apparire, per poi, tramite comandi, lusinghe o sacrifici, obbligarli a prestar servigi”. Ecco perchè in genere l’evocazione non è una tecnica magica presente nella Wicca ed è anzi fortemente sconsigliata. La ragione è che “gli spiriti” (siano o no complessi rimossi dalla nostra psiche) potrebbero provocare dei danni a livelli psicologici una volta evocati (una volta portati a livello conscio). Per questo i maghi antichi imponevano per questa pratica un lungo e pesante addestramento. In realtà il wiccano tenta nella sua pratica una dilatazione cosmica della sua anima, attraverso l’identificazione mistica con il Divino. E’ questa l’essenza dell’Arte e in virtù di ciò può dominare la Forza divina che ha dentro di sé accingendosi ad un opera in armonia con le leggi impalpabili del cosmo.[1] E’ importante quindi per un praticante dell’Arte tener bene a mente la differenza che intercorre tra evocazione ed invocazione.


 




















Invocazione

Il termine invocare deriva dal latino in-vocare, composto della particella intensiva in e dal verbo vocare, chiamare, con il significato specifico di chiamare a sé. Questa pratica è il fulcro di ogni rito wiccano e consiste nel chiamare (non nel comandare) determinate entità: spiriti, guardiani, dei al fine di una comunione mistica con loro. L’invocazione infatti non è un semplice “richiamo” verbale, ma una vera e propria comunione con il Divino ed è da questo atto che scaturisce dal nostro io più profondo, la Forza che verrà in seguito convogliata dalla mente. Nell’antica pratica magica invocare(invocazione è klesis in greco) il solo nome della divinità, non bastava. Il nome “doveva essere accompagnato da una lista di attributi che esprimevano i poteri e le capacità della divinità (aretologia)”.[2] Nell’antica Grecia questo valeva anche per le invocazioni dei sacerdoti nei templi: dopo una serie di epiclesi e di epiteti infatti si concludeva con una frase del tipo “...o con qualsiasi altro nome tu voglia essere chiamato”.Gli oracoli caldaici insistono sulle voces mysticae ossia sugli onomata barbara delle divinità: “i nomi barbari, non cambiarli mai” afferma il frammento 150. I nomi barbari degli dei erano i loro nomi segreti e magici, che, secondo la tradizione, venivano rivelati dagli dei direttamente agli iniziati, e consistevano in serie di epiteti e in combinazioni di consonanti e vocali che in greco (o in qualsiasi altra lingua) non davano senso: in queste combinazioni di suoni incomprensibili, e che tali dovevano restare, era racchiusa l’essenza stessa degli dei.[3] In questo senso nella famosa Runa si canta “Eko Eko Azarak, Eko Eko Zomelak...”. La tecnica dell’invocazione ha un supporto: la visualizzazione. Ecco perché si consiglia ai neofiti di dedicarsi alla esplorazione di una determinata divinità soprattutto a livello iconologico. L’invocazione è sempre presente nei riti wiccani.

 













Incanti

Il termine incanto, carme, incantamento, incantesimo, esattamente come il greco epode, stanno ad indicare l’azione magica attraverso il canto. Già Orfeo attraverso il canto ammaliava le fiere e incantava la natura circostante. Addolcì addirittura il cuore del Signore degli Inferi e fu d’aiuto con il suo canto nella ricerca del vello d’oro. Ecco che il mito ci insegna il potere del canto e quindi della voce. E’ proprio attraverso la voce che il molte tradizioni viene manifestato il mondo: dalla bibbia del “fiat lux” fino alla mitologia germanica dove nella serie runica Ansuz esprime il grido che manifesta la vita. E’ il mitologema della voce creatrice. Quando si parla di incanto subito balena alla mente la ciarlataneria e la superstizione, ma esso è solo un tecnica di affermazione di volontà con sicuri risvolti psicologici. Ecco perché ad esempio è importante la rima: essa provoca uno stato alterno di coscienza unita alla cantilena che permette al subconscio di far emergere energie nascoste. L’incanto ha uno scopo preciso che nell’etica wiccana è sempre generico,  fertilità, fortuna, amore: è questo che si intende propriziare attraverso l’interazione tra il microcosmo uomo e il macrocosmo universo. L’incanto ha un supporto fondamentale: l’intento. Esso deve essere chiaro rivolgendosi ad uno scopo altrettanto limpido. Certo senza l’essere consapevoli di essere parte di un tutto, senza la consapevolezza dell’interconnessione del cosmo mai si potrà agire attraverso il canto. L'incanto è sempre atto a raggiungere un obbiettivo personale: non c'è nulla di male ad aspirare al proprio benessere personale.  Nella tradizione Feri degli Anderson si dice: "Lavora per te stesso, e presto vedrai che il Sè è dappertutto" (la danza a spirale, starhawk, macro edizioni, pag. 231). Questo insegnamento è in linea con la tradizione hindu della coincidenza tra Atman e Braman, ed è un principio condiviso dalla Wicca. C'è quindi un paradosso: nell'arte di intessere incanti si parte da noi stessi, ma per far muovere la Forza, siamo obbligati a espanderci (noto insegnamento ermetico desunto dal Corpus Hermeticum) e a riconoscere il Sé, che esiste in tutte le cose viventi. La magia comporta perciò un' auto-identificazione consapevole con tutto ciò che ci circonda. Il microcosmo è il macrocosmo, Tutto è Uno. Miriam Simos, nella sua Danza a Spirale scrive: "Per guarire, dobbiamo diventare, allo stesso tempo, sia il guaritore che la persona da guarire, e l'energia stessa della guarigione. Per attrarre l'amore, dobbiamo diventare l'amore." (pag. 231). 
Il canto più importante nella Wicca è quello scritto nel Bos, riscritto dalla Valiente e riscritto in seguito e che comunemente viene chiamato Runa o Canto delle streghe:

Nera notte e splendente luna

Est e poi Sud, Ovest e Settentrione

Delle Streghe udite la Runa,

Giungo per la vostra convocazione ;

Terra e Acqua, Aria e Fuoco

bastone, pentacolo e Spada

operate voi, secondo ciò che invoco

porgete l’orecchio affinché si persuada ;

corde e frusta, bolino e incensiere

poteri della mistica Lama,

tutti vita possiate avere

giungete e dell’incanto tessete la trama ;

Regina Celeste, Regina dell’Ade

Cacciatore Coronato di Infinito

Conferite la vostra Forza all’Ode

La mia volontà fate, attraverso il Rito ;

Per tutto il potere della terra e del mare

Per tutta la forza della luna e del sole

Come io voglio, “così possa stare”

“così sia fatto” con queste parole.[4]

Vi sono diversi documenti simili ma tutti scritti dal vecchio Gardner e dalla Valiente. Uno di questi viene chiamato The Ancien Call. “Eko” è tradotto con qualcosa di simile a “Salve”. “Azarak” e “Zomelak” sono descritte dallo storico Ronald Hutton come misteriosi e senza significato, ma questo è in linea con la tradizione esoterica sin dal tempo delle famose Lettere Efesine del mondo ellenistico: lo scopo è raggirare la razionalità per raggiungere uno stato alterno di coscienza. Raggiungere l’estasi per raggiungere un contatto con il Divino,  la sorgente cioè della Forza operando quindi il cambiamento. Runa sta per sussurro, canto nel suo significato etimologico.

Alcune versioni originali sono:

The Witches' Rune

Darksome night and shining moon
Hearken to the Witches Rune.
East then South , West then North
Hear! Come! I call thee forth!
By all the powers of land and sea
Be obedient unto me.
Wand, pentacle, and the sword
Hearken ye unto my word.
Cords and censor, scourge and knife
Waken all ye into life.
Powers of the witches blade
Come ye as the charge is made.
Queen of heaven, queen of hell
Send your aid into the spell.
Horned Hunter of the night
Work my will by magick right.
By the powers of land and sea
As I do say, "So mote it be!"
By all the might of moon and sun
As I do will, it shall be done!
Eko Eko, Azarak
Eko Eko, Zomilarak
Eko Eko, Cernunnos
Eko Eko, Aradia.

 

The Ancient Call

Eko, Eko, Azarak,
Eko, Eko, Zomelak,
Eko, Eko, Pan,
Eko, Eko, Dianna!
Darksome night and shinning moon,
East, then South, then West, then North,
Hearken to the Wiccan Rune.
Here we come to call you forth!
Earth and water, air and fire,
Wand, and pentical and sword.
Work ye unto our desire,
Harken ye unto our word!
Cords and censer, scourge and knife,
Powers of the witche's blade.
Waken all ye unto life,
Come ye as the charm is made!
Queen of heaven, Queen of hell,
Horned hunter of the night.
Lend your power unto our spell,
And work our will by magic rite.
In the earth and air and sea,
By the light of moon and sun.
As our will, so mote it be,
As it is said, so be it done!
Eko, Eko, Azarak,
Eko, Eko, Zomelak.
Eko, Eko, Pan,
Eko, Eko, Dianna!

 

The Witches Chant

By Doreen Valiente

Darksome night and shining Moon,
Hell’s dark mistress Heaven’s Queen
Harken to the Witches’ rune,
Diana, Lilith, Melusine!
Queen of witchdom and of night,
Work my will by magic rite.
Earth and water, air and fire,
Conjured by the witch’s blade,
Move you unto my desire,
Aid ye as the charm is made!
Queen of witchdom and of night,
Work my will by magic rite.

In the earth and air and sea,
By the light of moon or sun,
As I pray, so mote it be.
Chant the spell, and be it done!
Queen of witchdom and of night,
Work my will by magic rite.

 

The Witches' Chant or Rune

The Gardnerian Book of Shadows, by Gerald Gardner, at sacred-texts.com

(1957)

Darksome night and Shining Moon, East, then South, then West, then North, Harken to the Witches Rune: Here come I to call thee forth.

Earth and Water, Air and Fire, Wand and Pentacle and Sword, Work ye unto my desire, Harken ye unto my word.

Cords and Censer, Scourge and knife, Powers of the Witches Blade, Waken all ye into life, Come ye as the Charm is made:

Queen of Heaven, Queen of Hell, Horned Hunter of the Night, Lend your power unto the Spell, Work my will by Magic Rite.

If chant is used to reinforce a work already begun, end with this:

By all the power of land and sea, by all the might of moon and sun,

What is my will- "So mote it be,"What I do say- "It shall be done."

 

Ed ecco due versioni da me riadattate dalle versioni precedenti, in particolare un riadattameno del Witches Chant della Valiente:

Scura notte e splendente Luna,
Signora degli Inferi e del Cielo Regina
Ascolta dell’Arte la runa
Diana, Ecate  e Melusina!


Sovrana della notte e dell’Infinito
Conduci la Volontà attraverso il rito


Terra ed Acqua, Aria e Fuoco
Dalla mistica  Lama evocati
Andate verso ciò che cerco.

Affinchè  gli intenti siano realizzati.


Sovrana della notte e dell’Infinito
Conduci la volontà attraverso il  rito

Sulla terra, in aria e nel mare
Così come prego, così possa stare.

Per la luce del sole e della luna

Sia fatto così intonando la Runa

Sovrana della notte e dell’Infinito
Conduci la volontà attraverso il rito.

 

Ed un altra versione sempre riadattata da me:

Tetra notte e splendente luna

Della strega udite la Runa,

est e poi sud, nord ed occidente

ecco vi chiamo, immantinente.

Aria e Fuoco, Acqua e Terra

Esaudite la mia preghiera.

Bacchetta, stella a cinque punte

Queste parole vi siano giunte,

Lama, Coppa e incensiere

Svegliatevi e vita possiate avere.

E dell’ athame la forza invocata

Giunga a noi e l’Opera sia compiuta.

Regina degli Inferi e del Cielo sovrano.

Per l’incanto dammi una mano.

E della notte cacciatore cornuto

Per il mio rito dammi un aiuto.

Per tutto il potere di terra e di mare

Come io dico così possa stare.

Per la potenza del sole e della luna

Possa accadere cantando la Runa.

Ed ecco una traduzione di Cronos presidente del circolo dei trivi:

Luna splendente e notte dall’oscuro manto
Est, sud, ovest e settentrione
Delle streghe ascoltate il canto
Giunte per chiamarvi in quest’occasione.

Terra e acqua, aria e fuoco,
pentacolo, spada e bastone
operate voi per il nostro scopo
e udite la nostra invocazione!

Corda e incensiere, coltello e frusta,
poteri della lama stregonesca
la nostra magia a nuova vita vi desta
accorrete affinché l’incantesimo riesca!

Regina degli Inferi, regina dei cieli
Della notte cacciatore cornuto
All’incantesimo donate i vostri poteri
E per il rito operate ciò che abbiamo voluto!

Per tutto il potere della terra e del mare
Per tutta la forza della luna e del sole
come vogliamo così possa andare
così sia fatto con queste parole!



La Runa è sempre seguita e/o preceduta da “Eko Eko...”

Sempre sul Libro delle Ombre vi è una particolare raccomandazione che ha titolo : “Sui Canti”. In esso viene raccomandato la parola IAU che il Gardner definisce simile all’antico grido EVOHE. Quest’ultimo è presente anche alla fine di una bella invocazione per Yule in Stregoneria oggi. Deve essere stato un grido tradizionale, perché lo ritroviamo anche nel libro delle ombre dei Farrar, da gridare durante la danza (come descritto dal Gardner) per innalzare un cono di potere. Altri canti raccomandati nel BoS sono IEHOUA;  EHEIE; Ho Ho Ho Ise Ise Ise; IEO VEO VEO VEO VEOV OROV OV OVOVO.

 



[1] Vedi Oracoli caldaici ed. bur, pag. 16

[2] Il Magico nella Cultura Antica, Georg Luck, ed. mursia pag. 41

[3] Oracoli caldaici ed. bur pag 312 commento al frammento 150

[4] Traduzione ed adattamento dal BoS del Gardner