Wicca
Bellezza e Forza, Potere e Compassione, Onore ed Umiltà, Gioia e Venerazione
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Amore: Un pilastro fondamentale dell’etica wiccana è appunto una “nuova” concezione dell’amore. Nell’Incarico la Dea dice: “Mia legge è amore verso tutti gli esseri”. Amore, termine di difficile spiegazione, ormai svilito e ridotto a “fiori e cioccolatini”: ecco perché è molto facile essere fraintesi oggi, quando si parla d’amore. Lo si scambia spesso con il sentimentalismo o con ipocrita carità. Molti converranno però nel definire l’Amore come una Forza. Che questa Forza sia un dono (come nel cristianesimo) o un sentimento di compassione (come nel buddismo) ecc questo non ne cambia la natura di Forza. Già in Omero esso è la forza di attrazione che unisce due persone, una sorta di magnetismo. Nell’orfismo Esso ha un ruolo cosmogonico, come attestato dall’opera Gli Uccelli di Aristofane:
La Notte, il Caos e l'Erebo fosco da prima, e v'era

   lo spazïoso Tartaro; ma non il firmamento,

   né la Terra, né l'Ètere. La Notte alata e nera

   primo depose un uovo, cui vita infuse il vento,

   nel grembo immensurato dell'Erebo. Con gli anni

   fuori balzonne Amore, desio del mondo, cui

   aurei sovra gli omeri lucean piccoli vanni:

   ratto come procella di venti. Insiem con lui

   unitosi nell'ampio Tartaro, il Caos dall'ali

   tenebrose fe' razza, e prima a luce trasse

   la stirpe nostra: innanzi non eran gl'Immortali

   che Amore tutte quante le cose mescolasse.”

Eros dunque come forza primigenia che crea la vita “mescolando” cioè unendo. Anche nella filosofia si rifletterono le istanze orfiche. Empedocle fa di Amore la forza divina che unisce le Radici (gli Elementi). Platone più tardi, gli darà un ruolo gnoseologico: attraverso l’amore per le forme si arriva all’amore per il Bene e quindi alla sua conoscenza (la filosofia appunto, amore per il sapere). Già da Platone però si cominciò a mettere in posizione secondaria l’amore fisico facendo risaltare per importanza l’amore, per così, dire spirituale. Questa dicotomia fu accolta in seguito dal cristianesimo che, data la diversa concezione teologica, di stampo ebraico (che vede contrapporsi dio creatore-uomo creatura), vide la superiorità dell’amore di Dio (che ama dando suo figlio in sacrificio salvifico) rispetto all’amore dell’uomo (eros contrapposto ad agape). Il vero amore è quindi l’amore simile a quello di dio, l’amore cristiano è carità (deus caritas est dal vangelo giovanneo) cioè dono. La rivoluzione scientifica e la secolarizzazione, insieme con il commercio, hanno fatto dell’amore un blando sentimento preludio dell’atto sessuale e relegando la parola antica Eros al puro atto sessuale. La Wicca riprende l’antico significato cosmogonico dell’Amore e lo concepisce in modo “completo”. Esso è prima di tutto la Forza che attraendo Il Dio e la Dea, genera il Tutto. Quando nel rito si immerge la Lama nella Coppa, si vuole simboleggiare proprio questo e contemporaneamente si vuole ridestare la più grande delle Forze e sorgente di tutte. Senza attrazione non vi è unione e senza unione non vi è generazione né fisica né spirituale. L’Amore è quindi Forza che unisce: gli amanti, i genitori ai figli, i fratelli tra loro, gli amici ecc. L’Amore è un prisma con tante sfaccettature. I greci avevano tanti nomi per definirlo, noi ne abbiamo solo uno, ma per una religione che vuole riportare all’uomo antiche sagge credenze, l’Amore ritorna ad essere completo, polisemico, universale. Ecco perché, un tipo d’Amore spesso relegato nel pensiero occidentale moderno a mero impulso da aborrire, riacquista nella Wicca piena consapevolezza: l’amore sessuale. Come detto prima l’Amore ha prima di tutto funzione cosmogonica, ma questo non vuol dire che esso sia solo riproduzione. Nella preistoria non si aveva la consapevolezza che l’unione sessuale portasse alla riproduzione. Si pensava che la donna venisse fecondata mangiando certi ortaggi o perchè accarezzata da venti fecondatori. Ecco perché in origine il sesso non era strettamente collegato alla riproduzione. In effetti l’inesistenza relativa di questo legame è chiarito dalla stessa vita: molto spesso al sesso non consegue il concepimento e inoltre molti esseri viventi si riproducono senza sesso. Ecco perché la Wicca concepisce il sesso come atto di amore e piacere e non come puro atto di riproduzione, come alcune filosofia cercano di inculcarci.

“Ogni atto di amore e piacere è un atto in mia lode” dice la Dea nell’Incarico. Il sesso è “il modo con cui un sentimento come l’amore trova il suo compimento conducendo all’estasi” [1].  Il piacere non è da condannare se esso è naturale. Il sesso è un piacere naturale e come tale va celebrato e non visto come qualcosa di sporco. Tra i piaceri il sesso è da celebrare ancor di più perché è da esso che sgorga la vita. Questo però non vuol dire che i rapporti amorosi omosessuali siano da condannare. Il Maschile e il Femminile è qualcosa che trascende l’uomo e la donna. L’uomo non concentra in sé tutto il Maschile, così come la donna non ha in sé solo il Femminile. Nella danza degli dei la bellezza della vita si vede e si sente anche nelle mille sfaccettature dell’Amore. L’unica cosa assolutamente contro natura è la castità cioè la repressione assoluta del piacere sessuale. La castità può essere di un periodo allo scopo di “ricaricare” le energie, ma non per sempre. Così concepita essa può portare alla perversione.



[1] Wicca di Cronos-aradia edizioni, pag.100