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Fratellanza
Fratellanza: il termine fratellanza ha la radice greca phrater cioè appartenente alla stessa tribù, ad una stessa phratrìa. La fratria era infatti nell’ antica Grecia un sodalizio all’interno della tribù, atto a celebrare gli dei e festeggiarli insieme. Ad Atene in Pyanepsion (ottobre-novembre) si tenevano feste dette Apaturie proprio all’interno della fratrìa ed erano quindi a carattere familiare. Era proprio durante queste feste che si svolgevano riti di passaggio che segnavano l’accesso alla pubertà legale, con un taglio di capelli del novizio, i quali venivano poi offerti probabilmente ad Artemide.[1] Il concetto di fratellanza nasce proprio da qui. La fratellanza è un legame affettivo tra fratelli e quindi per estensione quel sentimento di affetto e solidarietà che lega più persone tra loro come fratelli. Indica quindi comunanza di ideali e di intenti.[2] Nella wicca essa è valore fondamentale della coven. Nelle Ardane si legge “Sia così decretato, che niuno dica a chicchessia  fuor de l’Arte chi è dei Wica, né dia nessun nome, o dove lor s’aspettano, o in ogni maniera riferir qualcosa che possa tradir qualcheduno verso i nostri avversari. Nè se dica dove sia lo loco de la congrega o dove essa si trovi o dove avvengano le riunioni. E se qualcheduno rompe queste prescrizioni, anche sotto tortura, possa l’anatema della Signora essere su di loro, di modo che mai possano rinascer sulla terra e possa rimanere a lor destinazione, lo inferno dei cristiani “ . La Fratellanza è un valore sacro, a cui i membri della coven non devono venir meno. L’etica delle Ardane ci dice che sulla fratellanza si giura e che nessuno deve rompere tale giuramento. Quando si entra nel Cerchio lo si fa “In perfetto Amore e perfetta Fiducia[3] e sono questi i pilastri della Fratellanza. Per estensione si può dire che il wiccano abbia un sentimento di “fratellanza” con tutti gli esseri viventi. Si badi ho detto esseri viventi non esseri umani, questo implica un rapporto fraterno anche con i viventi non umani, gli altri animali, le piante ecc, così come insegnano altre spiritualità come quella nativa americana o quella taoista. Attenzione: fratellanza non sta per “volemose bene”. Nella Wicca si rispettano molto i “gradi” di affetto e di vicinanza. L’amore di un figlio verso la madre è naturalmente diverso e più forte di quello dei membri della coven. Quest’ultimo è necessariamente più forte e più intimo che tra un membro della coven ed un estraneo o uno sconosciuto. Questi gradi vanno rispettati senza ipocrisie. Perfetto amore e perfetta fiducia non si possono di certo avere con un bambino dello Zimbabwe, per quanta compassione (cum-pati) possiamo provare per esso. Posizione completamente diversa da Matteo 12:46-50 “Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli. 47 Qualcuno gli disse: «Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti». 48 Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». 49 Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli;50 perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre”. Per un wiccano, considerare allo stesso livello affettivo chi gli è vicino e chi è per lui un estraneo è semplicemente un’ ipocrisia. Diverso concetto è l’umanità, la filantropia colto nel suo significato originario e cioè amore (filia) verso il genere umano, benevolenza, dovuta non al fatto che siamo tutti creature di un dio, ma dal fatto che siamo tutti collegati come diverse parti di un tutto, noi siamo uno. Questo concetto è molto antico ed è stato concettualizzato prima dagli stoici e in seguito dal Circolo degli Scipioni. Questo tanto per dire che la benevolenza verso il “prossimo” non è certo novità cristiana, seppur da quella ideologia concettualizzata in una sfumatura diversa.


[1] Dizionario delle Religioni - Mondadori, voce Apaturie

[2] Dizionario di italiano – Sabatini Coletti voce fratellanza

[3] Vedi il commento alla prima quartina del Rede