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I Segreti

Questo bellissimo componimento poetico è stato intrecciato dalla madre della Wicca, Doreen Valiente e pubblicato nel suo libro "Witchcraft For Tomorrow". Qui io personalmente lo chiamo "I Segreti" quando invece il titolo originale è "The Witches' Creed" che letteralmente andrebbe tradotto con "Il Credo delle streghe". Il punto, secondo me, è che traducendo alla lettera si snaturerebbe la libertà della Wicca. Non che la Wicca non abbia dei principi di riferimento condivisi ma, in quanto organizzata in modo cellulare e non in maniera centralizzata, non ha un Credo accettato ed ufficiale, come il credo cattolico,  scritto con le stesse parole e con le stesse traduzioni in tutto il mondo. Inoltre  spesso è stata accusata la Wicca di copiare altre religioni, per cui per tagliare la testa al toro chiamo questo componimento I Segreti, ma questa ovviamente è una mia personalissima scelta e non nascondo chiaramente che la Valiente chiamò l'originale Il Credo delle Streghe.(si capirà inoltre che io cerco di non usare la parola strega in quanto termine troppo disprezzato e negativo non adatto a combattere i già gravi pregiudizi che ci circondano!). 









Leggiamolo e poi scriverò due righe sui passi salienti:

 





Adesso ascolta le parole delle streghe

i segreti che abbiamo nascosto nella notte,

quando il nostro unico sentiero era l'oscurità

ora nella luce ci innalziamo in libertà.

 

 

L'Acqua e il Fuoco misteriosi,

la Terra e l'Aria con la sua ampia carezza,

per la segreta Quintessenza li conosciamo così,

e possiamo osare in segretezza.

 

La nascita e la rinascita di tutta la Natura vitale

e il passare degli inverni e delle primavere

noi condividiamo con la Vita Universale

e ci rallegriamo nel Cerchio di Potere.

 

In un anno quattro volte

il Grande Sabba trova posto

a Samhain ed Imbolc son viste danzare le streghe

ed alla vigilia di Maggio ed Agosto.

 

 

Quando il Dì e la Notte hanno pari durata,

quando il Sole al massimo ed al minimo appare

la festa dei quattro Sabba minori è chiamata

e la strega torna a festeggiare.

 

 

Tredici lune d'argento in un anno

tredici membri della congrega

tredici volte per ogni dorato anno

nell'Esbat gioisce la strega.

 

Attraverso il tempo passò il potere

ogni volta tra uomo e donna tramandato

per ogni secolo durante le ere

prima che il tempo fosse iniziato.

 

Quando il mistico Cerchio è tracciato

con la spada o l'athame di potere

questo mondo e quello dalle Ombre oscrurato

sono congiunti per nostro volere.

 

 

Questo mondo non ha principi conosciuti

e il mondo dell'Oltre nulla proferirà,

i più antichi tra gli Dei sono allora invocati

e la Grande Opera della magia si compirà.

 

Due sono le mistiche colonne

che alle porte del tempio son vicine

e due son della Natura le icone,

le forme e le forze divine.

 

 

Il buio e la luce si susseguono

e gli opposti son l'un l'altro affiancati

come il Dio e la Dea sono,

è ciò che insegnano i nostri antenati.

 

 

Di notte, del vento è il selvaggio corridore

il Dio bicorne delle ombre Signore,

di giorno, dei boschi Egli è il difensore

delle verdi radure l'abitatore.

 

 

Lei è Fanciulla o Anziana, come le piace.

Naviga tra le nubi lacerate.

L'argentea Signora della notte che tace,

Vegliarda, che tesse nel buio parole incantate.

 

 

Signora e Signore della Magia

nel profondo della mente sembrano dimorare.

Immortali, del rinnovamento sempre trovano la via

con il potere di legare e liberare.

 

Allora brindiamo con il buon vino degli Dei dell'antichità

ed in Loro lode danziamo e facciamo l'amore

finchè il regno del silenzio ci accoglierà,

in pace, alla fine delle nostre ore.

 

 

E fa ciò che vuoi sarà il tuo confronto

così nell'Amore che non danneggia nessuno sia compiuto ogni atto,

per questo è l'unico comandamento

per la magia degli Antichi, così sia fatto.

 

(Doreen Valiente tradotto ed adattato da me)

 

La prima quartina si riferisce al mito di fondazione della Wicca, e cioè che durante il medioevo i seguaci della vecchia religione, chiamate streghe, furono perseguitate e costrette a vivere nell'ombra cioè nell'oscurità, illegalmente, di nascosto dalle autorità. Storicamente i vecchi culti, (in particolare al nostro interesse i culti misterici) sono stati annientati dal nascente cristianesimo, ma non sono spariti nel nulla. Molte tradizioni, modi di pensare, miti ma anche riti si sono "nascosti" all'interno dello stesso cristianesimo. Si pensi al culto mariano, in particolare i casi di madonne nere(residui del culto isiaco) o al culto dei santi con competenze ereditati dalle divinità. Da questo "sottofondo" sono state ripescate e rielaborate.

 

La seconda quartina spiega che le quattro colonne del cosmo sono i quattro elementi (Aria, Acqua, Terra e Fuoco). Li conosciamo grazie allo Spirito che tutto permea e tutto vivifica e di cui una scintilla divina è in noi: l'anima. Attraverso i cinque elementi possiamo "osare in segretezza" cioè compiere l'Opera (applicare la magia).

 

Nella terza si evince che l'armonizzazione con la Natura è presupposto fondamentale nei nostri riti.

 

Quarta, quinta e sesta sono abbastanza esplicative e descrittive (31 ottobre Samhain; 21 dicembre Yule; 1 febbraio Imbolc; 21 marzo Ostara; 1 maggio Beltane; 21 giugno Litha; 1 agosto Lughnasad; 21 settembre Mabon). L'Esbat si tiene durante il plenilunio(ci sono 13 lune piene in un anno)

 

Per la settima vedi il commento alla prima quartina. Il Potere cioè la Forza intrinseca nel mondo, l'Anima mundi c'è sempre stato e sempre ci sarà. L'alternarsi uomo donna è tradizionale nelle prime congreghe, un uomo inizia una donna e il contrario ed inoltre gli opposti riequilibrano la polarità nel Cerchio.

 

L'ottava e la nona spiegano il concetto di Cerchio. Il Cerchio è lo spazio sacro tracciato fisicamente e spiritualmente prima di ogni celebrazione. Esso crea uno spazio sacro in cui avviene appunto una ierofania, una manifestazione cioè del sacro: il mondo materiale e quello spirituale sono in esso congiunti. Cerchiamo in questo spazio sacro di "soffiare" sulla scintilla divina che è in noi per farla diventare il fuoco dell'Arte. La magia è prima di tutto unione mistica con il divino onnipresente ed immanente nel mondo. Invocando così gli Dei si compie l'Opera.

 

Dalla decima alla quattordicesima quartina si esprime il concetto del divino. Il Dio e la Dea due opposti ma complementari. Sono quindi descritti singolarmente per poi concludere con un concetto importante: gli Dei non sono qualcosa di totalmente altro rispetto a noi ma " nel profondo della mente sembrano dimorare". Questo significa che gli Dei sono anche in noi e il loro volto sono gli archetipi del genere umano. Il Divino, l'Uno inesprimimile ed intelligibile si rende accessibile a noi attraverso le sue ipostasi, attraverso gli archetipi divini (il padre severo, il figlio che nasce, muore e rinasce, la madre amorevole, la donna oscura ecc ecc) che noi riconosciamo negli Dei di ogni pantheon del mondo. La Dea e Il Dio, diade che succede alla monade dell'Uno nell'emanazione divina sono i Signori della magia perchè in quanto Anima Mundi Essi sono la Forza che risiede anche in noi stessi e che nel suo flusso, trasforma.

 

Le ultime due quartine esplicano maggiormente il contenuto etico del componimento. Come vivere? chi siamo? La risposta wiccana è che l'uomo è un uomo. Sembra una risposta insensata invece ha un forte contenuto spirituale. La via della wicca cerca di riportare ogni uomo alla sua umanità: l'uomo è un "animale" seppur dotato di ragione. Il contenuto di tale etica è di ritornare a riconoscere come sacri (e santi) tutti gli atti assolutamente naturali che etiche trascendentali hanno negato e demonizzato. Il sesso, il divertirsi, il gioire non sono da disprezzare, il corpo non è da castigare. I corpi sono sì, l'ultima emanazione divina in quanto materia, il mondo materiale è sì, un altro mondo rispetto al mondo spirituale, ma l'uomo è sia il primo che il secondo, l'uomo è sia corpo che anima. Ed è proprio il corpo che ci permette di essere quello che siamo in questo mondo. Esso ci permette di provare la gioia derivante dalla bellezza ed essa ci porta al perdersi, all'aprirci al Divino. Proprio come nel processo triadico neoplatonico lo spirito si fà corpo ed attraverso di esso si torna allo spirito. E' attraverso il corpo che sperimentiamo le varie esperienze per il processo Karmico affinchè il ciclo sia compiuto. "Ogni atto di Amore e gioia è un rito a me consacrato" dice la Dea nell'Incarico. Perciò brindiamo e facciamo l'amore senza timore di compiere atti abominevoli, senza la paura di fare qualcosa di sporco e deplorevole. Ma allora la vita è piacere? la concezione wiccana della vita è puro edonismo? NO, perchè "Ottima è la misura" suona la massima delfica di Cleobulo. La misura è il volano che noi usiamo per vivere, la bussola che deve guidare le nostre azioni ed è espressa qui dalla massima redica "fa ciò che vuoi se male non fai" che ne I Segreti viene scritta così:" E fa ciò che vuoi sarà il tuo confronto così nell'Amore che non danneggia nessuno sia compiuto ogni atto". Non è un concetto semplicistico anzi, trovare la misura in ogni momento non è facile ma il suo "mantenimento in ogni istante, in tutti i canoni è l'elemento che tiene assieme potenza e forma...la forma è sempre sotto rischio, essa è nel tempo..." (Salvatore Natoli-I nuovi pagani, il saggiatore). Per barcamenarsi quindi nel marasma della vita ci vuole misura che deriva dalla responsabilità ed è sulla responsabilità dell'uomo, che ha in sè il divino, che si basa l'etica wiccana.

 

 

L'originale potete trovarlo qui: http://doreenvaliente.com/?cat=68